Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni

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venerdì 13 gennaio 2017

CSRC CENTRO SOCIO RICREATIVO CULTURALE PER ANZIANI "TULIPANO"

Il Centro Sociale Ricreativo "TULIPANO" è nato nel 1998 da un piccolo gruppo di persone, non più giovanissime, per stare insieme e socializzare. Col tempo è cresciuto e a tutt'oggi conta 600 soci.




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mercoledì 11 gennaio 2017

Il paradosso della trasparenza in Italia: dell'arte di rendere oscure le cose semplici

Ci siamo. Da pochi mesi è entrato in vigore il d.lgs. 97/16, che introduce il “diritto alle informazioni amministrative” per tutti i cittadini italiani  (o Freedom of Information Act, per dirla con l’anglicismo oggi in voga), ed è già esploso lo “Zibaldone di pensieri” e interpretazioni. La riforma muove dall’insoddisfazione generale per la trasparenza ottenuta mediante la pubblicazione obbligatoria sui siti internet istituzionali (d.lgs. 33/13), e viene ad affermare il diritto/libertà di chiunque di ottenere tutti i dati a disposizione della pubblica amministrazione (salvo quelli espressamente esclusi) mediante un accesso civico individuale esercitabile uti cives. Tutto a tutti, insomma: l’effetto “trasparenza totale” si realizza grazie a semplici istanze di accesso presentate dai cittadini in assenza di motivazione o di legittimazione specifiche, con l’unico scopo di esercitare un controllo generalizzato sull’operato delle amministrazioni e partecipare alle scelte pubbliche. Una riforma utile e necessaria, dunque. Nel fare questa scelta coraggiosa e introdurre anche nel nostro paese l’accesso civico propriamente detto (modello F.O.I.A.), tuttavia, il decreto lascia in vita le altre tipologie di accesso già presenti nel nostro ordinamento – documentale (1990) e civico (2013) – e viene ad aggiungere ad esse un nuovo strumento di trasparenza, che consente al cittadino di ottenere le informazioni pubbliche a cui è realmente interessato. Un’operazione di stratificazione, che non semplifica né razionalizza l’esistente. Affinché il livello generale di trasparenza pubblica possa aumentare, infatti, la convivenza tra strumenti diversi dovrebbe arricchire le opportunità di conoscenza, non generare promiscuità o confusione. Da questo punto di vista, la scelta di operare sull’impianto normativo già esistente, innestando su di esso il “nuovo accesso civico”, è fallimentare in partenza: al netto di un innegabile miglioramento in termini di conoscibilità dei dati pubblici, ciò che si ottiene emendando il vecchio d.lgs. 33/13 è soprattutto sovrapposizione tra gli istituti, incertezza sugli obblighi, indeterminatezza dei limiti. In parte la responsabilità di questa situazione risale direttamente al Parlamento, poiché la legge delega (legge n. 124 del 2015, cd. Madia) autorizza il Governo ad intervenire adottando «entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni» (art. 7). In parte, tuttavia, il legislatore delegato avrebbe potuto adottare soluzioni più lineari per il «riconoscimento della libertà di informazione attraverso il diritto di accesso», evitando di creare una commistione di concetti così profonda da pregiudicare la stessa fruibilità delle nuove opportunità di conoscenza e controllo. Se è vero che il legislatore italiano non ha brillato per perspicuità e limpidezza nella formulazione delle regole sulla trasparenza, è altrettanto certo che esegeti e commentatori, forse per un eccesso di competenze giuridiche che contraddistingue il nostro paese, stanno riuscendo a complicare ulteriormente ciò che, almeno nelle intenzioni, doveva essere chiaro. Anzi, trasparente. Le linee guida Anac, recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni e dei limiti del “nuovo” accesso civico, hanno cercato per quanto possibile di evitare sovrapposizioni tra istituti e colmare qualche lacuna, ma non è pensabile che strumenti soft law possano fornire la soluzione ultima ad un problema che è essenzialmente legato all’impianto normativo. Così, tra norme astruse e interpretazioni altrettanto complicate, i cittadini italiani hanno assistito alla nascita per gemmazione della nuova nozione - una e trina - di accesso: civico, civico generalizzato, documentale (o difensivo). L’utilità di questa ripartizione sfugge ai diretti interessati, amministrati e amministrazioni, ma l’impatto estetico è notevole. C’è solo un problema: la distinzione, così articolata, rischia di essere non soltanto inutile ma controproducente, se il legislatore non si attiverà per precisare meglio il perimetro e le finalità delle molteplici forme di accesso attualmente in vigore nel nostro ordinamento... (segue)

martedì 10 gennaio 2017

Campagna CONSENSO INFORMATO


 Comunicato n° 2  - 8 gennaio 2016           
                  IUniScuoLa Senior

   Via Olona n.19-20123 Milano Info 3883641614 o 3466872531

                          Email anzianiipiazza@libero.it

 

                             COMUNICATO STAMPA

Campagna CONSENSO INFORMATO promossa da IUniScuoLa Senior,per prevenire i conflitti nei CENTRI SOCIO RICREATIVI PER ANZIANI e affrontare i problemi.


In data 16/12/2016 su richiesta n° 2136 della Direzione Politiche Sociali la giunta ha deliberato la proposta n°2562 di concessione di contributi per attività continuativa 2016 alle Associazioni di Promozione Sociale di Anziani, incaricate di gestire i Centri Socio Ricreativi Culturali sul territorio comunale. Importo complessivo € 198.650,00 (Identico a quello del 2015).

 

Presso la sede dell'associazione I.U.S. sita in Via Olona n.19 è attivo il nuovo Sportello Antistalking sportello.antistalking@gmail.com, al quale possono accedere i cittadini anziani per la compilazione della  richiesta di accesso civico come prevista dalla nuova normativa “che non necessita di alcuna limitazione e cosa più importate e che la legittimazione soggettiva del richiedente non deve essere motivata, è inoltre gratuita e va presentata al responsabile della trasparenza dell’amministrazione obbligata alla pubblicazione , che dovrà poi pronunciarsi sulla stessa istanza”.

                                       

  IL PRESIDENTE

 

IUniScuola SENIOR

                                  

Leonardo Donofrio

 

Milano 8 gennaio 2017

ALLEGATO


giovedì 29 dicembre 2016

Lo staff dello IUniScuoLa augura felice Anno Nuovo


AUGURI di Buon anno 2017
    e 
Felice Anno Nuovo